BERNARDA 88, costretto a sacrificarsi in difesa, rinunciando in parte al suo ruolo naturale di WR, mette in evidenza le sue “morbide manuccie”, sia intercettando gli avversari sia ricevendo lanci dal suo QB, che mostra un “inquietante” debole per lui. Nell’ultimo bowl di Roma, risolve quasi da solo l’over time con i black, che darà il viatico per la finale ai green: MULTIPORPOUSE.

 

CANNAVOTA 84, riceve e corre come un dromedario indemoniato, sfruttando a pieno le sue lunghe leve, affusolate ed orientate alle 10 e 10. Soffre un po’ all’inizio di stagione per un dito malconcio, prontamente assistito e miracolato tramite sedute fisioterapiche multisettimanali: INESAURIBILE.

 

ER SOR NOTARO 58, se escludiamo una più che buona apparizione nel ruolo di centro all’esordio di Ferrara, forma uno dei cardini centrali delle difesa dei “gremlins”: si lancia sugli avversari (chiedete a John) e si tuffa in placcaggi degni del miglior Mike Singletary, sprezzante delle abrasioni e delle ferite che martoriano sanguinolente le sue ginocchia: CUORE OLTRE L’OSTACOLO.

 

GIORGINO (a cura di CANNAVOTA 84)

43, nonostante gli innumerevoli acciacchi fisici (chiedere per conferma alla sua Signora) che lo costringono a lunghi riscaldamenti (circa 1 ora e mezza) pre-game, le sue corse sono devastanti come ai bei tempi. E’ stato duro fargli capire che in questo sport non si indossa il casco e quindi la sua famosa capata poteva risultare molto dannosa alla sua già compromessa salute: CATERPILLAR.

Offensive Coach, meticoloso ed insuperabile, ha passato le notti in bianco pur di trovare gli schemi migliori per consentire all’attacco di girare alla perfezione. E’ riuscito sempre, anzi quasi sempre, a mantenere l’offense unito e concentrato durante le varie fasi di gioco ed a trovare la giocata corretta per ogni situazione. Ma il suo più grande merito è stato quello di tenere a bada gli animi di certe teste calde....:MAESTRELLI.

 

JACO 85, organizzatore provetto, segretario attento, preparatore atletico “negriero”, head coach “paterno” e primo (almeno per le statistiche) WR. Corre, riceve, salta, insulta e strilla, sprona ed incita i suoi (soprattutto Victor affinché gli lanci), è il punto di riferimento dentro e fuori del campo: INSOSTITUIBILE.

 

MARCO 8, giovane esordiente in un branco di vecchietti indomiti ed avvelenati, trova pian piano la sua collocazione e con giocate di determinazione e vari intercetti contribuisce alla costruzione ed al miglioramento della difesa green: SPERANZA PER IL FUTURO.

 

MARIUCCIO NAZIONALE 32, corre, riceve (ogni tanto, manine permettendo), placca, salta e soprattutto sakka, vincitore della relativa classifica, si distingue anche in attacco dove con le sue corse da cavalluccio imbizzarrito ed i suoi roll out mette scompiglio tra gli avversari: FOLLETTO.

 

MARIONE 65, tre cose resteranno impresse nella memoria di avversari e compagni: 1) le sue manone con cui cattura palloni come fosse un catcher nel baseball, 2) il suo cappellino alla Mafalda e 3) la sua calma ed il suo equilibrio in campo, che ne fanno un sicuro candidato alla vittoria del premio Picchiatello 2005: ESSENZIALE.

 

MAX 24, l’unico DB di ruolo, si distingue nell’ottima difesa green, oltre che per i numerosi placcaggi, anche e soprattutto per le sue coperture ed i suoi intercetti. Ma ancor di più sarà ricordato per i suoi siparietti specialmente con Iaco: PUNGENTE.

 

MR. JACK (DANIEL) 53, il Ministro della Difesa, professore e direttore d’orchestra di una difesa che dall’esordio ad oggi si impone sempre più, portando la differenza punti dei bowl da negativa a positiva, grande placcatore e “scud” antiaereo, si toglie la soddisfazione di ritornare in TD un intercetto proprio in finale: DOMINATOR.

 

PIGGI 42, parte un po’ in sordina come oggetto del mistero, ma poi si ritaglia il suo spazio nella sempre più convincente difesa verde e sfoggia una grande prestazione del bowl finale, dove “immola” addirittura un ginocchio per la causa: PATRIOTA.

 

VICTOR 7, The QB, grintoso nella sua apparente calma e allo stesso tempo teso dietro i suoi (pochi) sorrisi pre-partita, sopporta con un’equilibrio certosino le vessazioni dei compagni che lo invitano “caldamente” a lanciargli la palla e sostiene stoicamente la continua pressione del suo coach che cerca di costruirgli un attacco personalizzato e su misura con cui condurre la squadra verso il sogno: NOCCHIERO.

AGONIA 27, difensive back e uomo tranquillo, non l’ho mai visto incazzato o perdere la calma: forse solo quando, con i guantini nuovi made in Iaco, cicca un intercetto nel Bowl di Roma e quando, finalmente, a Cervia intercetta e riporta in TD un lancio avversario: MIRACOLATO.

 

CASTIGLIA 12, capitano e leader carismatico dell’attacco nero, contribuisce alla sua crescita mettendo al servizio dei compagni il suo “braccione” e le sue movenze da danzatore; anche in difesa, quando è chiamato a sopperire alle carenze di roster, fa il suo figurone e come sakkatore si vendica sui colleghi QB: IMPAGABILE.

 

FAB 51, incubo persistente dei QB avversari, li rincorre come una iena assatanata e li sakka sbraitando la sua soddisfazione in faccia a compagni ed avversari, è uno dei punti di forza della difesa nera: DITO AL CULO.

 

GIANK 46, se la vita inizia a 40 anni, caro Giancarlo ci resterai ancora parecchio tra gli zebbetei. Corre, riceve, lancia, placca, incita e sprona tutti col piglio del veterano e con l’incoscienza della matricola, la sua tenuta fisica non ha eguali: DURACELL.

 

GIGGI VALIGGI 50, che dire di Alex? Penso che sia il giocatore di flag più completo e quindi più forte che ci sia in Italia: corre, riceve, lancia, intercetta e placca con la stessa disarmante facilità, ma allo stesso tempo, con la medesima devastante efficienza: DEION SANDERS.

 

ITALO 64,: valido sakkatore, non ha ancora, per sfortuna degli avversari, capito che il flag football non è uno sport di contatto: placca (fisicamente) qualsiasi cosa di colore diverso dalla sua maglia che gli passi vicino con una determinazione ed una spietatezza non comuni: PICCHIATORE.

 

MAXPACE 90, gigantesco centro dal cuore d’oro, sconta ad inizio di stagione un grave infortunio di gioco. Con grande volontà e forza d’animo torna in campo e contribuisce alla crescita della squadra, culminata nell’ottima prestazione al final bowl: GOLIA.

 

MAXVENCE 44, il corrispettivo di Castiglia in difesa, leader carismatico e combattente mai domo. Corre e si sacrifica per la sua truppa come un sergente maggiore in mezzo alla battaglia, e dove non arriva lui fa in modo che gli altri arrivino incitandoli e sostenendoli sempre: CONDOTTIERO.

 

PASQUINO 63, mettete le mani di Jerry Rice sul corpo di William Perry “The Refigerator” ed otterrete il mix più espolsivo e micidiale di potenza e grazia. Pasquale, ex mangiatore di polletti, spicca per la sua calma e la sua determinazione che ne fanno uno dei centri col maggior numero di lanci completati rispetto a quelli lanciati: CARROARMATO.

 

SANTA 53,: giocatore poliedrico e provetto poeta vernacoliere , gioca con la stessa determinazione e con la medesima efficacia sia in attacco sia in difesa, formando, per forza ed equilibrio, uno dei pilastri dei black: TAGLIENTE.

 

SCAFATI 83, biondo fratello “abusivo” di Iaco (la loro somiglianza è sconcertante), si impone come uno dei WR e dei CB più incisivi della squadra dei black. Come avvocato ha già fatto causa all’AFP per presunti brogli e malversazioni in materia di statistiche 2005: OMNIPRESENTE.

 

SERGIO 21,: colonna indiscussa della difesa nera, sembra un ghepardo assetato di sangue durante una caccia alle antilopi: corre, urla, insulta, placca, defletta, graffiando, con una carica agonistica spasmodica, in modo indelebile i malcapitati attaccanti avversari: FELINO.